31 luglio 2026
A buon rendere

Il fondo pensione è come un viaggio in treno…

…ha più fermate di quello che credi

Cover Orizzontale Luglio

Ci sono tre modi di mettersi in viaggio verso un posto lontano:

  • L’aereo: sali, ti siedi e arrivi a destinazione ad un orario prestabilito. Non ci sono fermate intermedie e non hai voce in capitolo sul percorso.
  • La macchina: prendi la strada che vuoi, ti fermi dove e quando vuoi. Libertà totale, ma meno garanzie su quando arriverai a destinazione.
  • Il treno: come per l’aereo la destinazione e il percorso sono fissi. Ma lungo il tragitto ci sono delle fermate.

In molti pensano che investire in un fondo pensione sia come imbarcarsi su un aereo – una volta investiti i soldi, puoi solo aspettare che arrivi la pensione per riaverli. In questo articolo però vedremo che, in realtà, investire in un fondo pensione somiglia molto di più ad un viaggio in treno.


Perché il treno

Come sappiamo da questa uscita di A buon rendere, se scegli di investire in un fondo pensione, lo Stato ti riconosce diverse agevolazioni fiscali, la più importante delle quali è una tassazione agevolata sui contributi che versi al fondo.

Puoi dedurre le somme che versi dal reddito su cui paghi l’IRPEF (dal 23% al 43%), entro un limite di 5.300 euro all’anno. Sulle somme versate pagherai le imposte solo al momento della pensione, con un’aliquota molto più vantaggiosa, che parte dal 15% e può scendere fino al 9% per chi resta iscritto per molti anni. La stessa tassazione si applica anche al TFR che hai versato nel fondo pensione.

Il prezzo da pagare per questi vantaggi fiscali è che non puoi prelevare i soldi da un fondo pensione come e quando vuoi. Lo Stato ti dà tutti questi vantaggi perché vuole incentivarti a fare il viaggio fino in fondo: più persone arrivano alla pensione con un gruzzolo da parte, meno persone dovranno contare solo sul sostegno sociale dello Stato che purtroppo rischia di non essere sufficiente per garantire serenità a te e alla tua famiglia.

Ma il fondo pensione non può nemmeno essere un viaggio in aereo: se i soldi nel fondo pensione fossero totalmente bloccati fino alla pensione, persino in caso di emergenze, ci penseresti due, tre, quattro volte prima di investire e, probabilmente, investiresti molto poco. Lo Stato non vuole nemmeno questo.

Per questo motivo, il fondo pensione è come un viaggio in treno. C’è un percorso prestabilito – quello che ti porta alla pensione – ma lungo il percorso c’è anche la possibilità di fermarsi in caso di necessità.


Le fermate programmate: le anticipazioni

Le prime fermate, quelle segnate sull’orario e previste fin dalla partenza, sono le anticipazioni.
Un’anticipazione è una prestazione che puoi richiedere al tuo fondo pensione se hai bisogno di sostenere determinate spese.

La prima è l’anticipazione per talune tipologie di spese sanitarie, per te, per il tuo coniuge o per i tuoi figli, che puoi richiedere in qualunque momento e fino al 75% della tua posizione nel fondo. La tua posizione include tutti i soldi che hai versato più i rendimenti degli investimenti del fondo: in pratica è quello che otterresti dal fondo se andassi in pensione oggi – senza contare le tasse.

La seconda “fermata” è l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa (per te o per i tuoi figli). Anche in questo caso, puoi richiedere come anticipazione fino al 75% della tua posizione e puoi farlo in qualsiasi momento, purché dopo 8 anni di iscrizione alla previdenza complementare.

Puoi richiedere anche l’ultima tipologia di anticipazione, quella “per ulteriori esigenze” – tradotto: senza dover dare nessuna spiegazione. In questo caso, puoi richiedere al massimo il 30% della posizione.

Su queste tre fermate programmate, ci sono alcune cose da tenere a mente.

La prima è che puoi chiedere più anticipazioni nel corso della tua iscrizione al fondo.      L’importo massimo che puoi richiedere però, tiene conto di eventuali anticipazioni che hai già richiesto. Ad esempio, se l’anno scorso hai ottenuto un’anticipazione di 10 mila euro per spese sanitarie e oggi la tua posizione nel fondo ammonta a 20 mila euro, potrai richiedere al massimo 12,5 mila euro per far fronte ad altre spese sanitarie: 22,5 mila euro (il 75% di 30 mila, corrispondente al valore della tua posizione, al lordo del precedente anticipo) meno i 10 mila che avevi chiesto l’anno scorso. Non potrai invece richiedere un’anticipazione per ulteriori esigenze. Per farlo, dovrai prima ricostruire la tua posizione con nuovi versamenti.

Ricordati che lo Stato vuole che tu usi il fondo pensione per investire per la pensione, quindi non ti consente di “svuotarlo” a suon di anticipazioni. Per lo stesso motivo, quando chiedi un’anticipazione, perdi anche un po’ del vantaggio fiscale di un fondo pensione.

Se richiedi un’anticipazione per acquisto o ristrutturazione della prima casa, oppure per ulteriori esigenze, dovrai pagare il 23% di imposte sui contributi che hai versato nel fondo, incluso il TFR. È sempre meno dell’IRPEF che avresti dovuto pagare se non li avessi investiti nel fondo pensione, dove 23% è la percentuale minima, ma è molto più del 15-9% che ottieni se aspetti fino alla pensione.

L’unica eccezione è l’anticipazione per spese sanitarie, a cui si applica la tassazione agevolata del 15-9%. Lo Stato non vuole penalizzarti se hai avuto un’emergenza, vuole solo disincentivarti ad usare il fondo pensione per soddisfare altri desideri che non siano quello di andare in pensione con più soldi.


La fermata d’emergenza: il riscatto

Oltre alle fermate regolari, c’è anche la possibilità di fare una fermata d’emergenza. Se perdi il lavoro e hai bisogno di soldi, puoi riscattare tutta o una parte della tua posizione al fondo e ottenere subito i soldi che ti servono.
                             
Se perdi il lavoro, o se smetti volontariamente di lavorare e sei inoccupato, puoi riscattare subito fino al 100% della tua posizione al fondo. In questo caso però, quando ricevi i soldi, dovrai pagare il 23% di tasse sui contributi che hai versato al fondo.

Se resti inoccupato per un periodo compreso tra i 12 e i 48 mesi, puoi riscattare fino al 50% della tua posizione beneficiando della tassazione agevolata del 15-9%. Se l’inoccupazione supera i 48 mesi, puoi riscattare fino al 100%, sempre con la tassazione agevolata.

La logica è simile a quella che abbiamo visto per le anticipazioni: se vuoi usare il fondo pensione in modo “improprio”, cioè come un cuscinetto immediato in caso di perdita del lavoro, lo puoi fare ma perdi i vantaggi fiscali riservati a chi aspetta fino alla pensione. Se però sei in una situazione di difficoltà – ad esempio inoccupazione per oltre 12 mesi – lo Stato non ti penalizza.

Una cosa fondamentale da ricordare su questa fermata di emergenza è che se, in qualunque momento scegli di riscattare il 100% della tua posizione al fondo, in pratica stai chiudendo il fondo pensione. Così facendo, perderai tutta la tua anzianità di iscrizione alla previdenza complementare, a meno che tu non sia iscritto ad un altro fondo pensione. Questo significa, ad esempio, che se poi apri un nuovo fondo pensione, dovrai aspettare 8 anni prima di poter chiedere un’anticipazione per l’acquisto della prima casa.

Questa è un’opzione da usare solo in caso di necessità – appunto, una fermata di emergenza – ma è importante sapere che esiste per sfatare uno dei miti più diffusi sui fondi pensione: quello per cui, se lasci il tuo TFR in azienda, potrai riaverlo indietro quando cambi lavoro, mentre se lo versi in un fondo pensione, il TFR resterà “bloccato” fino alla pensione.

Questo, infatti, non è vero: se perdi il lavoro e hai bisogno di un cuscinetto, hai sempre la possibilità di riscattare tutta la tua posizione nel fondo pensione. Non solo: se riscatti il fondo pensione appena perdi il lavoro, paghi il 23% di tasse sui contributi, incluso il TFR. Se invece il TFR lo lasci in azienda, al momento della liquidazione pagherai una percentuale di tasse che va da un minimo del 23% ad un massimo del 43%, in base alla media dell’IRPEF che hai pagato nel corso del tuo rapporto di lavoro.

CALLOUT: se perdi il lavoro e hai bisogno di un cuscinetto, hai sempre la possibilità di riscattare tutta la tua posizione nel fondo pensione.


L’ultimo miglio: la RITA

A volte il treno ti porta vicino alla meta, ma la stazione è fuori città e l’ultimo tratto va coperto con un altro mezzo. Nel fondo pensione, quel mezzo per l’ultimo miglio si chiama RITA: Rendita Integrativa Temporanea Anticipata.

Anche la RITA, come le anticipazioni, è un tipo di prestazione che puoi richiedere al fondo pensione ed è pensata per le persone che perdono il lavoro – o smettono volontariamente di lavorare – in un intervallo scomodo: troppo presto per la pensione di vecchiaia (che arriva a 67 anni di età anagrafica), troppo tardi per ricollocarsi facilmente. La RITA copre proprio quel periodo: ti permette di usare il fondo pensione per erogarti una rendita dal momento in cui smetti di lavorare fino a quando maturi la pensione.

Funziona così: tu scegli una percentuale della tua posizione da destinare alla RITA - puoi scegliere fino al 100% - e il fondo te la eroga a rate, mensili o trimestrali, fino alla pensione di vecchiaia.

Per poter accedere alla RITA devi aver essere iscritto a un fondo pensione da almeno 5 anni, aver maturato almeno 20 anni di contributi alla previdenza obbligatoria, aver cessato l’attività lavorativa e trovarti a non più di 5 anni dall’età per la pensione di vecchiaia. Se resti inoccupato per più di 24 mesi, puoi richiedere la RITA fino a 10 anni prima rispetto all’età della pensione di vecchiaia, sempre a patto che tu abbia almeno 5 anni di iscrizione al fondo.

La tassazione sulle rate della RITA è la stessa della prestazione pensionistica: dal 15-9% sui contributi che hai versato, incluso il TFR. C’è poi un altro vantaggio: la parte della tua posizione che hai destinato alla RITA ma che non è ancora stata erogata resta investita nel fondo, quindi continua a produrre rendimenti mentre la utilizzi.

Come ogni viaggio, anche quello nel fondo pensione ha una destinazione precisa. Ma sapere che lungo il percorso esistono fermate e strumenti pensati per affrontare le diverse fasi della vita permette di partire con maggiore serenità e consapevolezza.

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